mi sembra

Rothko
Mi sembra di volere, ma che cos'è che voglio?
Desidero che cosa? Non lo so.
È come quando d'estate alzo gli occhi
al cielo sperando di vedere una stella
che cade, o che potrebbe cadere, incerta
dei miei voti mi affido pigra a quell'ambigua
parte di me segreta, separata da me,
da me dimenticata nel mio retrobottega
che forse tiene ancora in sé, se c'è,
la forma originale, lo stampo del piacere
e a voce chiusa dico: si compia ciò che voglio
si avveri il desiderio. Anche se non lo so
non lo conosco, la stella lei lo sa,
perchè è lontana.

mi parli

elina brotherus
Quando mi parli ti trasogni
nei tuoi suoni, mi guardi e no ti accorgi
che sto per affogare. Mi lasci sola
nel mio schiumoso mare.

Cuando me hablas te internas
en tus ruidos, me miras y no percibes

que estoy por ahogarme. Me dejas sola
en mi mar espumoso.

madre

 -  Jacques Emile Blanche - qui -
Era questa la madre che volevo,
scura e malinconica
lontana dal mondo
ansiosa.
Parla poco e si mangia le parole.
Cade qualche volta e si rialza in fretta.
Era questa la madre che volevo,
scura dolorosa
zoppa
e ho lottato contro le sorelle
ho distrutto i fratelli
perché era questa la madre che volevo,
volenterosa ampia chiusa prigioniera.
Non volevo altra madre che questa,
capelli mai cresciuti che non trovano
forma né pace, la copia trasandata
di se stessa, sfatta di dolcezza,
l'unico lusso era la sua fuga
davanti allo specchio
mentre si vestiva.
Davanti allo specchio mentre si vestiva
lo sguardo le si divaricava
perduto in un'immagine futura,
la prima ladra in lei riconoscevo
che mi rubava l'immagine sicura
e la portava fuori e regalava
quello che solo mio essere doveva.

qualcosa

Qualcosa che all’oggetto non s’apprende,
un secchio vuoto che non mi raccoglie.
Tenevo i mesi silenziosi in una trama
che doveva risplendere di voce.
Provavo a dire mi si sfilacciava.
Non è né rete né mantello, è solo schermo,
io non catturo niente e non mi copre
ma separa un silenzio dal silenzio.
Quell’altro suono labirintico e interiore
esercitato in solitudine per strada
e nei risvegli, non risultava,
non mi si mostrava.

fuori


L.Mattotti
qui
Fuori in realtà non c’era cambiamento,
è il morbo stagionato che mi sottrae alle strade:
dentro di me è cresciuto e mi ha corrotto gli occhi
e tutti gli altri sensi: e il mondo
arriva come una citazione.
Tutto è accaduto ormai, ma io dov’ero?
Quando è avvenuta la grande distrazione?
Dove si è slegato il filo, dove si è aperto
il crepaccio, qual è il lago
che ha perso le sue acque
e mutando il paesaggio
mi scombina la strada?

Afuera en realidad no ha habido ningún cambio:
es el morbo estancado lo que me sustrae de las calles;

creció dentro de mí, me corrompió los ojos 
y los demás sentidos; y el mundo llega
como una especie de cita. 
Ya todo ha sucedido, ¿pero yo dónde estaba? 
¿Cuándo tuvo lugar esa gran distracción?
¿Dónde se cortó el hilo, dónde se abrió
la grieta? ¿Cuál es el lago 
que ha perdido sus aguas
 y, al cambiar el paisaje, 
me confunde el camino?

due scalini

L. Mattotti
                               Due scalini saranno la distanza
                               Perché i miei piedi non calpestino
                               il vestito e allora due scalini
                               più tardi arriverò
                               leggermente in ritardo
                               a consumare lo spazio
                               che rimane - ah per le mani
                               non ci sono scuse -
                               a trasformarle in carezze
                               le incertezze.

ormai

De Chirico




Ormai è sicuro, il mondo non esiste
la sua materia labile che si trasforma
in gioia o dannazione. Quella parete
quella parete, quella strada, quel muro,
quell'occasione infetta che è nella mia testa.
I pensierini. Il tempo.
Mi scivola via l'anima
e io non la trattengo.

inutile

Tung Yue Nang - qui -
È inutile fare sforzi
diventare piú adulti piú maturi
interessarsi alle tante sorti
del mondo nei giornali
e intanto guardare con sensi approssimati
scomparse e ricomparse
dentro e fuori e i minuscoli regali
della memoria inacidita
nelle scatole e nelle scatolette.

pioggia

serena vasta
La pioggia mi riporta
i pezzi dispersi
degli amici, spinge in basso i voli
troppo alti, dà lentezza alle fughe e chiude
al di qua delle finestre finalmente
il tempo.

La lluvia me trae de nuevo
los fragmentos perdidos
de los amigos, empuja hacia abajo
los vuelos demasiado altos, refrena las fugas
y obtura finalmente ante las ventanas
el tiempo.


cielo

Maledetto sia lui, gozzoviglia di nuvole,
cielo affogato! Era proprio lassù
che doveva compiersi la mia somiglianza,
lassù così in alto, nel mutamento impalpabile
doveva avvenire la processione dei mali.
I miei occhi guardano il cielo ogni momento,
persino di notte, per vedere la minaccia
visibile, densissima e cupa. Ma spesso vedono
azzurri così vasti da far sentire la vergogna
del sospetto. Eppure so dal battito del mio cuore
cosa si nasconde dietro lo splendore, come
in un attimo la luce verrà scansata
dal bianco opaco, dalla tronfia corpulenza
di una nuvola e come di nuovo
verrà evocata la palude.

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Arrivano, lentamente e pesanti da lontano
premendo contro il sole, spinte dal silenzio
mammone tettone; ma se resta anche un solo pezzo
azzurro io, gelosa del vuoto, mi agito e le chiamo
alla conquista e corro da una finestra
all'altra a spiare dietro le cupole finchè
un'antenna che trema mi promette la tempesta.

tentazioni

fotart
               Quante tentazioni attraverso
                nel percorso tra la camera
                e la cucina, tra la cucina
                e il cesso. Una macchia
                sul muro, un pezzo di carta
                caduto in terra,un bicchiere d'acqua,
                un guardar dalla finestra,
                ciao alla vicina,
                una carezza alla gattina.
                Così dimentico sempre
                l'idea principale, mi perdo
                per strada, mi scompongo
                giorno per giorno ed è vano
                tentare qualsiasi ritorno.



Cuántas tentaciones atravieso
en el recorrido entre la pieza
y la cocina, entre la cocina
y el baño. Una mancha
en la pared, un pedazo de papel
caído en el piso, un vaso de agua,
un mirar por la ventana,
hola a la vecina,
una caricia a la gatita.
Así olvido siempre
la idea principal, me pierdo
por el camino, me desarmo
día a día, y en vano

cuore

Paulette Tavormina
qui 
Sì, sì, come l'altr'anno, tra il ventitré
e il ventiquattro giugno, quando sentivo il cuore
crescermi e irradiarsi, cuore in solstizio,
in espansione massima di luce.
Tutti quei raggi allora - ricordo che mangiavo
ciliegie enormi e quasi troppo dolci -
avevano un approdo, anche se lontanissimo
e insicuro. Ma adesso cosa mi invento
per questo cuore che si ripete
così ubbidiente alla stagione,
dove lo mando adesso, in quale vuoto?

frenetica luce

Rothko - qui -
Frenetica luce smisurata
che piaga i muri e triplica le ombre,
che crepita nel sonno e nel mio corpo penetra
e dalle stanze chiuse lo distoglie
perché sia esposto al vanto del mattino.

Ecco la vivida materia
che si solleva e scalpita;
carri veloci, inseguimenti e guerre
e per il cuore alte ceremonie.

Ma dove sono i corpi, i mie compagni?
Lenti e domenicali si stiracchiano
e dopo un bagno lungo che li imbambola
stanchi si chiudono al buio dei giornali.

eden

pompei

L' Eden
Mi hanno mandato via?
E io me lo rifaccio.
E visto che ci sono lo miglioro.









Pompei,
Casa dei cubicoli floreali o del frutteto


 

casa

Patrizia Cavalli

«Ecco, l’amore è un po’ come questa casa, scomoda, difficile, per niente funzionale. Stanze quasi tutte uguali, con un tavolo, qualche sedia, una poltrona, un divano per sdraiarsi e ovunque l’inerzia padronale degli oggetti. Ma certe sere, un po’ ebbra, con tutte le mie belle luci accese guardo questa casa, la guardo e mi commuove».

amore

Patrizia Cavalli
«L’amore, che è la cosa più naturale al mondo, è anche la più cerebrale. E infatti lo riconosci solo quando entra nel tuo pensiero e ci resta. Un’inesausta immaginazione ragionante senza alcun esito pratico ai fini del piacere, e da cui però non ci si può sottrarre. Ricorda Dante? Amor che nella mente mi ragiona... E’ per questo che è necessario fare l’amore. Gli unici momenti in cui si smette di pensare a chi si ama è quando si è tra le sue braccia. Un gran riposo, anche fisico. Persi in quel vasto paesaggio che è il corpo amato, ci dimentichiamo delle nostre singolarità corporee, belle o brutte che siano».

dolore

Nicola Boursier


Quasi sempre chi è contento è anche volgare
c’è nella contentezza un pensiero
che ha fretta e non ha tempo di guardare
ma passa via compatto e maniacale
e reca oltraggio volgendosi a chi muore

- Avanti con la vita, su coraggio! -
Chi è fermo nel dolore non frequenti
gli allegri e disinvolti corridori
ma solo i passi lenti dei suoi uguali.
Se una ruota s’inceppa e l’altra gira
quella che gira non smette di girare
ma avanza quanto può e trascina l’altra
in una corsa povera e sghimbescia
finché il carretto o si ferma o si rovescia.


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Sentirsi dire che la vita è crudele
è proprio una cosa da marciapiede.

estate

Sylvia  Plachy - qui -

La luce alta, i suoni alti della luce
e si apre la distanza. Basta quel luccichio
di latte alle persiane, quelle fessure d'ombra
dense e profonde, l'abbaglio di frescura,
lo sventolio dei rami dai balconi,
ecco l'estate e il cielo si fa mare.
La città si solleva e veleggiando oscilla
mossa dalle brezze.

rime

Rothko
Ah, ubriachezza eroica e modesta,
dove si può ogni cosa, ma non vera,
necessità inutile che appresta
la frase bella disperata e altera.
Andrò, farò, dichiarerò rovine,
e mi sprofondo a cuccia tra le rime.


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Solo a sentire un verbo
che mi sembri vero
sento corrermi il sangue
alla salvezza. Come tornare a casa

e ritrovare pietosa freschezza di lenzuola.


C'è qualcosa che percuote le mente e la commuove e forse la convince a sciogliersi, a uscire dalla sua compatta unità. E allora è come se la nostra sostanza si facesse volatile e staccandosi da quel che la tiene insieme esce dai propri margini per mischiarsi al mondo in uno spazio comune, perché anche il mondo si muove verso di noi: due empiti che s'incontrano a metà strada, né dentro né fuori, ma lì vicino o tutt'intorno, come un'aura. Ma nel vuoto che si crea per questo cedimento di sostanza resta scoperto un nucleo vibrante: lì stanno le parole, che bisogna andare a cogliere porgendo ascolto. E' uno strano esercizio di attività passiva o forse di passività attiva. Perché intanto il giudizio procede nelle sue funzioni: sceglie, accetta, elimina. Ma lo fa in un modo così veloce, anche se frigido, da trasformarsi quasi in istinto. Con questo non penso certo di rivelare la formula operativa o gli ingredienti della poesia. E' soltanto uno stato psico-fisico nel quale mi ritrovo abbastanza spesso, anche se non è sempre così. Certe poesie brevi, per esempio, sono lì già pronte, si sono formate a mia insaputa, arrivano tutte allegre cogliendomi di sorpresa, loro bussano e io apro, devo solo trascriverle. Senza nessuno sforzo.

forma

o'keeffe-light of iris
Hai la tua forma
eppure non ci sei
quasi per troppa forma
ormai troppo te stessa
sei ricaduta dentro
la tua materia spessa
la trucida certezza
di quel che vuoi
che è quello che puoi,
felice no,
però non infelice,
niente di più, contenta
dici persino okay,
sei proprio come sei.

sei

Francesca Farris 
                    Sei come il Tevere sotto il ponte Cestio
                    con due diverse rapide divise da una prua.
                    Quella di destra schiuma e fa rumore
                    ma quella di sinistra è più terribile,
                    gli intralci che la stringono invisibili,
                    la gonfiano di forza silenziosa
                    e l'acqua si concentra solidale
                    in vorticale ressa con se stessa.

io

qui
Io scientificamente mi domando
come è stato creato il mio cervello,
cosa ci faccio io con questo sbaglio.
Fingo di avere anima e pensieri
per circolare meglio in mezzo agli altri,
qualche volta mi sembra anche di amare
facce e parole di persone, rare;
esser toccata vorrei poter toccare,
ma scopro sempre che ogni mia emozione
dipende da un vicino temporale.


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Se di me non parlo
e non mi ascolto
mi succede poi
che mi confondo.

segni

Zhu Zhiren
Le note che disegnasti sul mio quaderno
e la chiave di violino e la doppia chiave
e la tripla chiave. Sempre per te
un nuovo quaderno. Di quanti fogli
hai bisogno? Hai intarsiato la mia scrivania
scolpito il mio scaffale; ma ora non più
arcieri in costume da guerra, soltanto
segni distratti. E dovrai raccogliere

con pazienza piccoli minuti perché tu possa
comporre un’ora.

Las notas que dibujaste en mi cuaderno
y las claves de violín y la doble clave
y la triple clave. Para ti siempre
habrá un nuevo cuaderno. ¿Cuántas
hojas necesitas? Adornaste mi escritorio,
esculpiste mi estante; pero no hay ahora
arqueros vestidos de guerra, sino tan sólo
signos distraídos. Y deberás juntar

con paciencia pequeños minutos para poder
producir una hora.

gatti


Guardate come lei si lascia catturare
dal bastone che si muove, dalla minuscola mossa
d’ala di ogni mosca, dal rumore
di ogni porta che si apre.
E quando si mette sulle mie ginocchia
sembrerebbe per sempre, le unghie
quasi conficcate nella carne. Ma se passa
un uccello alla finestra, addio baci
addio carezze, lei vola via.

E poi, forse, ritorna.
   Miren cómo se deja cautivar
   por el bastón que se mueve, por el minúsculo
   aleteo de una mosca, por el ruido

   de una puerta que se abre.
   Y cuando se acomoda en mis rodillas,
   parecería que es para siempre,
   sus uñas casi penetrándome
   la carne. Pero si un pájaro cruza
   frente a la ventana, adiós caricias,
   adiós besos.
   Ella desaparece.

   Y a lo mejor, después, regresa.

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Bartosz Fraczek
Sempre voler capire. Non si può.
bisogna fare come fanno i gatti
quando si acquattano, i muscoli in un fremito
contratti, prima di scagliarsi verso
una qualche preda, che sia per gioco
o che sia roba seria; o quando in un ferocissimo

kabuki affrontano il rivale, e l'universo
intero allora si concentra in un assorto
e millimetrico avanzare, e poi
senza preavviso, forse perché si sta mettendo
male - la scusa è sempre una mosca o un moscerino
che si ritrova dalle loro parti -
guardano in giro, si fingono distratti,
loro che c'entrano? mica era sul serio!
Ma chissà, forse si distraggono
davvero

ora


Io per guarirmi dei miei noiosi amori
ascolto i noiosissimi racconti
di altri amori. Pur nella noia
il dolore è vero, ma per un po’ lo vedo
in queste storie simili, irreale,
e mi sottraggo al mio perché è uguale.

Pensando a questo mi pento e mi vergogno
di aver sforzato con parole e pianti
i cuori calmi di chi mi stava intorno.
Ora capisco che è una presunzione
con abitanti di climi temperati
parlare di ghiacciai e di amazzonie

sete

P. Ottaviani

Abituata ormai a parlare d’altro
non riconosco più le mie passioni,
brucio di sete eppure mi domando
se veramente ho sete o cos’altro.


Désormais habituée à parler d’autre chose
je ne reconnais plus mes passions,
je brûle de soif et pourtant me demande
si j’ai vraiment soif ou si j’ai autre chose. 

immobile

mauro di silvestre
qui - qui 

Inmóvil en el centro de las cosas
sin jerarquía en la materia
toda materia dulce en varias formas
y cada una fuerte noble y absoluta
dúctil me entrego a la naturaleza,
sin propiedad alguna, otra vez suya.


 Immobile nel centro delle cose
senza gerarchia nella materia
tutta materia dolce in varie forme
ognuna forte nobile e assoluta

cedevolmente appaio alla natura,
io senza proprietà, di nuovo sua.

limite

 Clerici - Böcklin - De Chirico


L'isola scura e densa mi riappare.
Quella sostanza spessa, promessa di rimedio,
fammi entrare. Riportami al mio limite
circondami, con le carezze segna i miei contorni,
col peso del tuo corpo dammi corpo.
Ma è il rimedio che produce il male.




immortale


Non era forse questo il mio mestiere ?
Perdere tempo, questo è il mio mestiere.
E il bello è perdere quel che non si ha.

Ho perso tempo e certo non l’avevo
ma io perdendo prendo, anzi ricevo,
lusso supremo, la mia immortalità.

Altro non voglio infatti che essere immortale,
qui in questa terra essere immortale.
Sospesa in mezzo al tempo, non più mio,

essere nel mio essere, esposta e già finita,
chiusa animale che certo non risorge,
giocando alle parole, sono l’inizio.
 Ce n’était pas cela mon métier peut-être ?
Perdre du temps, voilà mon métier
et le plus beau c’est bien de perdre ce qu’on n’a pas.

J’ai perdu du temps que certes je n’avais pas
mais en perdant je prends, mieux, je reçois,
luxe suprême, mon immortalité.

Je ne veux rien d’autre au vrai qu’être immortelle
Ici sur cette terre je veux être immortelle.
Suspendue au cœur du temps, qui ne serait plus mien,

être dans mon être, exposée et comme finie déjà,
animale renfermée et qui jamais ne renaît,
en jouant sur les mots, je suis le commencement. 


o'keeffe



A me la poesia serve per essere immortale. Non nel senso dei posteri, per carità. Ma a essere immortale lì per lì, mentre scrivo. Mi salva dal tempo, mi restituisce l'interezza, scorre la mia ansia. E poi, questo infine l'ho capito, è l'unica cosa che riesco a fare senza sofferenza.



Ah, ma è evidente, muoio,
Sto per morire, che siano giorni
o anni, sto per morire,
muoio. Lo fanno tutti,
dovrò farlo anch'io. Sì, mi conformo
alla regola banale. Però intanto,
tra un sonno e l'altro finché esiste il sonno
(solo chi è in vita gode del suo sonno)
guardando il cielo, girando gli occhi
intorno, in questi istanti incerti
io sono certamente un'immortale.

Sarah Moon

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L’educazione permette di mangiare
con educazione e permette
altre cose; ma se vuoi volare
le ali si hanno o non si hanno.


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Eternità e morte insieme mi minacciano
nessuna delle due conosco
nessuna delle due conoscerò.
Éternité et mort ensemble me menacent:
aucune des deux ne connais,
aucune des deux ne connaîtrai.

prima

 F. Clerici - Un istante dopo, 1978

Prima possibile, prima possibile!
Se passa troppo tempo non c'è più
il prima e non c'è più il possibile.






La Guardiana

I
Era il sospetto del tuo chiuso ardore
che mi faceva artefice di chiavi.
okeeffe
D'altronde ero famosa da bambina
per aprire cassetti, porte e armadi
di cui non si trovava più la chiave....

II
L'aria era dolce e molto profumata
di erbe e sale che il caldo aveva munto,
era di sera a cena un fine luglio
su una terrazza che pretendeva al mare.
Un golf a righe legato sulle spalle
apparve lenta e scura la Guardiana.
La riconobbi subito: sprezzante
non salutò, non si presentò.
Padrona dei suoi passi, malinconica,
in ritardo, fortificata e accorta:
l'immobile, severa, inalterabile
Guardiana della Porta.
Se questa è la guardiana, mi dicevo,
chissà cosa nasconde la sua porta.
Perché, è evidente, si fa guardia inflessibile
solo a una porta che ha serratura debole
e che rivelerebbe, aprendosi, delizie
talmente ineludibili e fatali
che anche la guardia ne sarebbe persa.....

Allora non sapevo che c'era la guardiana,
soltanto la guardiana e non la porta,
una guardiana che allude ad una porta
meravigliosa e forse facile da aprire,
basta saperlo fare, non certo con la forza....

Ero colpevole. Di non saper raggiungere
per troppa mira la chiusa morbidezza
del tuo cuore: passando per la mente,
sì, con le parole, le valorose mie nobili
scudiere, cui avevo sempre dato
immenso credito - che a loro era passata
la gloria delle chiavi....

Per poi scoprire
che il piacere non ha porte e che
se mai l'avesse stanno aperte, che
potevamo allora rimanere fuori
sfornite e arrese tutte e due alla pari
giocando io alla porta e tu alle chiavi.

                                              

novembre - noviembre


Ogni bella giornata di novembre
è quasi sempre un’occasione persa.
La luce ha fretta
la luce di novembre non aspetta
ci pensi sopra e non è più in offerta.
E ci si illanguidisce alla promessa
di una felicità, ah, più che certa
se solo avessi avuto l’accortezza
di predisporre il giusto materiale:
un giro inconcludente in bicicletta
e labbra sfaccendate da baciare
Cada dia hermoso de noviembre
es casi siempre una ocasión perdida.
La luz tiene prisa,
la luz de noviembre no te espera,
lo piensas un segundo y ya no está en oferta.
Nos entristece la promesa
de una felicidad más que segura
con sólo haber tenido el seso
de preparar el material preciso:
unas vueltas displicentes con la bici
y unos labios que se ofrezcan a tus besos.

la prova

qui  - qui - elina brotherus






Leonardo  Cremonini










Esseri testimoni di se stessi
sempre in propria compagnia
mai lasciati soli in leggerezza
doversi ascoltare sempre
in ogni avvenimento fisico chimico

mentale, è questa la grande prova
l'espiazione, è questo il male.



Delante del espejo mientras se vestía
la mirada se le despegaba
perdida en cierta imagen futura;
la primera ladrona yo reconocía en ella
que me robaba mi imagen segura
y la llevaba afuera y regalaba

eso que sólo debería haber sido mío.

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Ser testimonio de si mismo
siempre en nuestra propia compañía
nunca dejados solos con ligereza
debiéndose escuchar siempre
en cada acontecimiento físico químico
mental, es ésta la gran prueba
la expiación, es éste el mal.

partenze - viajes

Hopper
Chi entra in un vagone dà prova di se stesso,
tralascia il corpo, esercita lo spirito,
mette a dormire i sensi, dorme davvero
o li devia in un libro, in un giornale,
o fissa cieco un punto casuale
pur di non confondersi alla mischia.
Ma nella luce bianca.
e cruda sono tutti uguali,
popoli perduti solo affidati
a ciò che una residua vista
potrebbe forse ancora intravedere
che un tempo, non tanto tempo fa,

era una faccia.
 
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youtube Chemical Brothers

Questo tempo sabbatico
prima di una partenza, questo tempo
rubato al tempo, questo tempo non mio
né di altri, il tempo della valigia
e del ritardo, questo lusso sospeso,
questo margine ricco,
quando audace e irresponsabile posso
quello che neanche gli anni mi concedono,
dove accorrono i pensieri più negletti
e sono accolti, e tra un pigiama
e una camicia s'insedia maestoso
ma arrendevole il possibile, dove potrei
persino telefonarti e dichiararmi
folle d'amore, questo unico tempo vero

involontario che ci è dato
per grazia di partenze, questo
non è nient'altro che preghiera.

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E sempre dovrò partire
e fare i bagagli
e permettere al mio poco corpo
una corsa che non gli si addice
e prolungare gli inganni e demente
rincorrere tutte le storie anche quelle
che avrebbero preferito un silenzio.
Ma valorose sono le partenze
anche se un imbarazzo spesso le consuma.

 
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Ah, com’è misero il destino dei viaggi
dei milanesi in terre d’oltremare
o in mezzo al mare! Ormai lo so,
lo vedo bene, la gente in viaggio non mi piace. Li preferisco quando stanno fermi
e ripetendosi raggiungono qualche dignità,
come una brutta casa che sta sempre lì,
sempre uguale a se stessa e a poco a poco
diventa un punto stabile per gli occhi
e nella tenerezza degli anni
si prende un posto di necessità.
¡Cuán miserable es el destino de los viajes
de los milaneses en tierras de ultramar
y en medio de los mares! Ahora lo veo,
me doy cuenta, la gente cuando viaja
no me gusta. Prefiero que estén quietos
y al repetirse alcanzan cierta dignidad,
como una casa fea que está siempre ahí,
idéntica a sí misma y poco a poco
se torna un punto estable para la mirada
y en la ternura de los años
se gana un sitio
necesario.

non dipende da me

Riderò, sparlerò
racconterò bugie.
E domani l'avrò già dimenticato.

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Sono malata sono malnata
e poi tanto dico sempre
le stesse cose.

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Che tu ci sia o non ci sia
ormai è la stessa cosa,
comunque sia io ho la nostalgia.

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Due ore fa mi sono innamorata.
Tremo d'amore e seguito a tremare,
ma non so bene a chi mi devo dichiarare.

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Non dipende da me
riconosco che non dipende da me.
Dipendesse da me
sarei in felice completa dipendenza
Ça ne dépend pas de moi
je reconnais que ça ne dépend pas de moi.
Si ça dépendait de moi
je serais dans une heureuse totale dépendance.

equilibri

E.Pastore - qui
Cado e ricado, inciampo e cado, mi alzo
e poi ricado, le ricadute sono
la mia specialità. Cos’altro ho fatto
che fingere di uscire e ricadere dentro?
Nessuno mai che io trascini insieme a me
cadendo. Grandi equilibri mi circondano
ma non mi reggono, anzi proprio perché io cado
si sorreggono. 




Caigo y vuelvo a caer, me tropiezo y caigo, me levanto
y caigo de nuevo, las recaídas
son mi especialidad. ¿Qué más he hecho
sino fingir que salgo y recaer adentro?
Jamás a nadie arrastro yo al caer,
me rodean grandes equilibrios
que, sin embargo, no me sostienen, es más,
precisamente porque caigo se mantienen. 



Roma

 La felice bellezza negligente
sta ferma intorno a te senza rumore,
l’hai vista, sai che c’è, neanche la guardi.
Era il lusso di andarsene per Roma.

Su perfecta y negligente belleza
esta ahí, quieta y callada a tu alrededor,
la has visto, sabes que existe, ni siquiera la miras.
Era el lujo de caminar por Roma.


Ah resta dove sei! Io qui nell'ora incerta 
di un tardo pomeriggio guardando fuori
e anche guardando dentro vedo questa bellezza 
tutto quello che vedo è la bellezza. 
Qualcosa che convince, che vuole essere vista, 
che pure non fa nulla, ma resta lì dov'è, 
che solo perchè esiste mi conquista.


-------- 

Guardare la bellezza e mai farla propria.
Se non fosse così guarderesti te stessa
non avresti cioè più nulla da guardare,
possidente annoiata di una noia lupesca.

 

teatro

Se ora tu bussassi alla mia porta
e ti togliessi gli occhiali
e io togliessi i miei che sono uguali
e poi tu entrassi dentro la mia bocca
senza temere baci disuguali
e mi dicessi: “Amore mio
ma che è successo?”, sarebbe un pezzo
di teatro di successo.

Si maintenant tu frappais à ma porte
et ôtais tes lunettes
et si j’ôtais les miennes qui sont pareilles
et puis si tu entrais dans ma bouche
sans craindre des baisers non pareils
et me disais : " Mon amour,
mais qu’est-ce qui se passe ? ", quel coup de théâtre !
Fin de l’impasse.



-----
E.Hopper

La scena è mia, questo teatro è mio,
io sono la platea, sono il foyer,
ho questo ben di dio, è tutto mio,
così lo voglio, vuoto, e vuoto sia.
Pieno del mio ritardo.

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Non  è stupefacente che una sera
mettendo dentro il suo sacchetto il pane
io ricominci il solito dettato,
riapra il repertorio, alzi il sipario
mostrando il tempo fermo, mai passato?
Niente è passato, non c’ più il passato,
l’attore nato non scorda mai la parte.
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Atrás, de pie, de lejos,
de paso, taxímetro en espera,
la miraba, sus cabellos miraba,
¿y qué veía? Teatro mío obstinado,
rechazo del telón, siempre abierto teatro,
mejor marcharse con la función ya comenzada. 

al bar

Ma prima bisogna liberarsi
dall'avarizia esatta che ci produce,
che me produce seduta
nell'angolo di un bar
ad aspettare con passione impiegatizia
il momento preciso nel quale
il focarello azzurro degli occhi
opposti degli occhi acclimatati
al rischio, calcolata la traiettoria,
pretenderà un rossore
dal mio viso. E un rossore otterrà.

casa


 - qui - qui
La casa. Beato chi è padrone della casa,
non dico della casa catastale, ma della casa,
della casa reale. Per quindici anni
io sono stata ospite della mia casa,
un'ospite indesiderata. Buio,
più lampadine metto e più fa buio.
Beato chi non vede le curve, gli spigoli,
le ombre, beato chi, vero proprietario,
usa e abusa di quello che gli è dato.
Io sono in soggezione dei rigidi cuscini,
dei libri aperti, dei corridoi inutili
e feroci, dei quadri appesi, dei cimiteri
di camicie e sciarpe che in ogni stanza
io stessa ho seminato.
La casa. Dichoso aquel que es dueño de la casa,
no me refiero a la casa catastral, sino a la casa,
a la casa real. Durante quince años
he sido huésped de mi casa,
un huésped no querido. Oscura,
más luces pongo y más se vuelve oscura.
Dichoso aquel que no ve las curvas, las esquinas,
las sombras, dichoso quien, auténtico propietario,
usa y abusa de aquello que le pertenece.
Yo vivo intimidada por los rígidos cojines,
los libros abiertos, los pasillos inútiles
y feroces, los cuadros colgados, los cementerios
de camisas y bufandas que en cada habitación
yo misma he ido sembrando. 


Marc- Chagall, The-blue-house-1917

l'onda - olas

Eyvind  Earle The wave, 1990

L'onda che si ritira e si allontana
dalla riva
dove alzandosi e crollando
ha fatto la sua uscita
non sapendo delle altre
che la precedevano e che la seguivano
e che erano il suo avanzare e il suo cedere,
ha perduto la superficie e rientrando
nelle acque profonde si è confusa
nel suo proprio corpo

dove prepara attraverso i millenni
la sua prossima identica uscita
il suo prossimo identico crollo.
La ola que se retira y se aleja
de la orilla
en donde al levantarse
y derrumbarse hizo su salida
sin saber nada de las otras
que le abrían camino y la seguían
y que eran su avanzar y su quedarse,
perdió la superficie y al entrar de vuelta
en las aguas profundas
se revolvió en su propio cuerpo
donde prepara en los milenios por venir
su próxima idéntica salida,
su próximo idéntico derrumbe.